mercoledì 26 novembre 2014

La Toscana deve cambiare. Deve perché può.

Pubblichiamo di seguito il testo dell'appello uscito dalla grande assembla svoltasi nei giorni scorsi a Livorno fra numerose liste locali ci "cittadinanza attiva" come la nostra che vogliono cambiare dal basso i propri territori e che adesso hanno deciso di provare a unirsi per costruire un'ampia proposta alternativa in vista delle prossime elezioni regionali del 2015. 

La Toscana deve cambiare. Deve perché può.

La realtà della nostra regione è oggi fatta di un sistema sanitario sempre meno inclusivo, dei disastri prodotti dal dissesto idrogeologico generato da uno sconsiderato sfruttamento dell'ambiente, di un'emergenza occupazionale e sociale senza precedenti che deriva dalla mancanza di una vera programmazione economica di lungo periodo, di una progressiva privatizzazione dei beni comuni.
Paghiamo il conto salato di anni di politiche che hanno anteposto interessi di parte ai bisogni e ai diritti dei cittadini e delle cittadine.
Ma la realtà della Toscana è anche altro. È la voglia di cambiamento che tanto consenso ha fruttato a nuove liste e alleanze su tutto il territorio regionale, è il radicamento nei valori che si sono sedimentati nella nostra Costituzione messo al servizio della fiducia in un futuro migliore. La realtà della Toscana sono i fiori di nuove entusiasmanti esperienze politiche sbocciati sui vari territori e legati ai referendum per i beni comuni, alle elezioni europee, comunali e provinciali di solo pochi mesi fa. Esperienze che oggi hanno l'opportunità di  dare finalmente una svolta, in  vera discontinuità rispetto alle logiche di un partito, il Pd, che appare ormai nudo nella sua scelta di non rappresentare un'alternativa di sviluppo democratica e progressista al modello che ci ha portato fino a questo punto. Questa svolta è ad un passo e può diventare realtà grazie alle soggettività plurali e policentriche della sinistra.
Le elezioni regionali del 2015 sono quel passo. Ci mettono davanti alla concreta possibilità di dare una spallata a un sistema sopravvissuto a se stesso anche troppo a lungo. Sono la sfida alla nostra capacità di superare le logiche parziali e i localismi per dare vita a una realtà a vocazione maggioritaria pronta a contendere al Pd il governo della Regione in nome del sogno di una comunità politicamente libera, socialmente coesa e solidale, culturalmente vivace e pluralista e rispettosa dell'ambiente che, ospitandola, ne rende possibile la vita.
Noi ci crediamo. 


ASSEMBLEA 22 NOVEMBRE PER LE REGIONALI