sabato 31 maggio 2014

Beni comuni, la rivoluzione “dolce”

Dall’economia alla cultura, i movimenti in difesa dei beni pubblici chiedono un forte cambiamento dal basso. E se decidessero di unirsi per irrompere nella politica?

Non c’è angolo del nostro Paese in cui non sia attivo un comitato, un gruppo di cittadini, un’associazione di volontariato e che non abbia issato la bandiera dei beni comuni. Giusto tre anni fa (referendum del 12 e 13 giugno 2011, 26 milioni al voto) fu mobilitazione generale per l’“acqua bene comune”. Poi vennero gli studenti e i ricercatori che si arrampicarono sulla Torre di Pisa, sui tetti delle università e dei musei al grido “cultura bene comune” per rivendicare l’accesso ai saperi, ai codici informatici, a internet. Persino un grande sindacato di lavoratori dipendenti, la Fiom, usò l’eretico slogan “Lavoro bene comune”. Da sempre i movimenti ambientalisti tentano di praticare il concetto caro ai giuristi come Paolo Maddalena e Stefano Rodotà, agli urbanisti come Edoardo Salzano e Alberto Magnaghi, agli storici come Salvatore Settis e Piero Bevilacqua secondo cui il suolo, il paesaggio, le città, il “territorio” sono da considerarsi proprietà collettive. Teatri, ex caserme, beni demaniali abbandonati sono diventati simbolo della inettitudine tanto degli apparati statali, quanto dell’imprenditoria privata di prendersi cura del patrimonio culturale. Medici, epidemiologi, psicanalisti ci spiegano come la salute dipenda da condizioni socio-ambientali che determinano la qualità generale della vita. Sempre più spesso contadini e consumatori hanno stretto alleanze creative (mercatini biologici, gruppi di acquisto solidali, orti urbani) nel tentativo di controllare le filiere produttive del cibo. Incominciano a diffondersi esperienze di cooperative che si sostituiscono a gestioni fallimentari di aziende private anche in settori industriali. La mutualità viene riscoperta nella diffusione del nuovo welfare di prossimità autogestito. Più recentemente, dopo la grande truffa della crisi del debito messa in scena dalle banche, sono iniziate campagne popolari per chiedere alle amministrazioni pubbliche un audit dei loro debiti e per mettere sotto controllo pubblico le istituzioni finanziarie di interesse generale a cominciare dalla Cassa depositi e prestiti. Anche il denaro, così come ogni altro strumento finanziario, infatti, è un bene comune costitutivo della sovranità popolare.

di Paolo Cacciari
da Left del 30/05/2014

mercoledì 28 maggio 2014

Siamo la prima lista d'alternativa della provincia di Pisa. Mettiamo in rete la nostra esperienza. Per noi è solo l'inizio...

Abbiamo osservato con attenzione i risultati di queste elezioni amministrative in Valdera, ma più in generale in tutta la provincia di Pisa e in Toscana.
Possiamo affermare con un pizzico di orgoglio che, in termini percentuali, "Insieme per il Bene comune" è la prima lista di "alternativa" e di "cittadinanza attiva" della provincia di Pisa e fra le più votate in tutta la Toscana. Con il nostro quasi 16% rappresentiamo infatti oggi circa 1/6 dei nostri concittadini. E questo dato, ne siamo certi, è ancora più alto se guardiamo al voto dei giovani
Ha dato i suoi frutti un lavoro capillare sul territorio durato otto mesi, nei quali siamo stati presenti sui social network, nei mercati, con numerosi cassettaggi e con banchetti e gazebo in tutti i quartieri e le frazioni.
Senza nessun tipo di presunzione, ma solo con la voglia di socializzare e magari estendere positivamente ad altri territori questa nostra voglia di auto-organizzazione dal basso, vogliamo dire che c'è uno spazio politico importante da riempire fuori dai partiti dell'austerità, dalle grandi coalizioni e dai ceti politici autoreferenziali. C'è un'importante fetta di popolazione che non si fa incantare dai leader soli al comando, né dai facili populismi, ma che vuole partecipare direttamente alla vita politica dei propri territori. Ci sono persone che chiedono diritti civili, l'acqua pubblica, una politica dei rifiuti sostenibile e contro gli inceneritori, più laicità delle istituzioni, più scuola pubblica e più diritti nel lavoro. Noi vogliamo provare a rappresentarle.
Speriamo che presto ci sia la possibilità di mettere "in rete" la nostra esperienza e magari favorire un'aggregazione con altre liste in giro per la provincia e per la Toscana che, come noi, vogliono cambiare dal basso i propri comuni. Per noi è solo l'inizio...

lunedì 26 maggio 2014

Ben 982 voti e 15,9%: un risultato straordinario! Siamo la prima forza di opposizione locale

Serena Bani e Andrea Tessitori
Dopo lo spoglio dei voti delle elezioni comunali è ufficiale che siamo la prima lista di opposizione nel comune di Calcinaia. Siamo infatti la seconda lista più votata in assoluto, dopo il Centrosinistra (o meglio PD) di Lucia Ciampi, e siamo invece arrivati davanti alle due liste civiche di centrodestra. Insomma abbiamo compiuto un piccolo miracolo politico locale: prendere quasi il 16%, sfiorando i mille voti assoluti, per una lista come la nostra nata dal basso al di fuori dai poteri forti, è davvero straordinario.

Entrando nel dettaglio dei voti abbiamo ottenuto il 18,8% a Fornacette, con punte del 21,8% nella sezione elettorale numero 6 (via delle Case Vecchie, Mazzei, Pascoli e Manzoni). Nel capoluogo abbiamo avuto una media del 12%, con punte del 16,2% nella frazione di Oltrarno. Insomma un successo su tutta la linea.

Grazie a questo risultato oltre alla nostra candidata a Sindaco Serena Bani, è stato eletto consigliere comunale anche Andrea Tessitori, 39 anni operaio di Fornacette, che ha raccolto ben 54 preferenze personali. Ora inizia il lavoro vero, per mettere al centro della politica calcinaiola i nostri temi portanti, come i beni comuni, l'acqua, i diritti civili e la partecipazione: noi ci batteremo come principale gruppo di opposizione per provare ad attuare il nostro programma.

venerdì 23 maggio 2014

Insieme per il Bene Comune riceve l'appoggio di Stefano Rodotà

Splendida sorpresa in extremis poche ore prima della fine di campagna elettorale per la nostra lista che ha incassato il sostegno del professor Stefano Rodotà. Il noto giurista, lo scorso anno a un passo dalla presidenza della Repubblica, ha infatti incontrato nel tardo pomeriggio di oggi due dei nostri candidati a consiglieri comunali: Alessandro Fogli ed Eva Masoni.
Rodotà ha salutato con piacere i nostri due giovani candidati facendo loro e a tutta la lista in grande "In bocca al lupo" per le elezioni di domenica.
Per la nostra lista è grandissima la soddisfazione, dopo aver avuto l'appoggio del sindaco di Messina Accorinti che una settimana fa incontrò la nostra candidata a Sindaco Serena Bani, il fatto di aver incassato anche il sostegno appoggio di un personaggio di grande spessore come Rodotà che da sempre si batte per la difesa e l'estensione dei beni comuni. E' anche grazie a persone come lui se, in tanti comuni italiani, sono spuntate liste come le nostra che provano a cambiare dal basso i propri territori.

L'unico VOTO UTILE è quello per il BENE COMUNE

Ecco l'ultimo volantino di questa nostra campagna elettorale, rivolto a tutti quelli che ritengono inutile votare...
noi in vista di DOMENICA invece facciamo appello all'unico VOTO UTILE, quello verso la nostra lista, che è l'unica a portare avanti certi valori e certe battaglie che, senza di noi, nessun altro farebbe.